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Blogghino, il blog di BaiocchinoLa versione privata di dateceretta.altervista.org |
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October 27 L'automobilistaAvete presente la gag di Gioele Dix: "E siccome sono un'automobilista, sono sempre, costantemente, inc..zaaaato come una bbestia"? Certo Dix esagera, gli automobilisti italiani sono nevrotici e tendenzialmente irascibili, ma non al livello che lui sbeffeggia; e però non riesco a dargli del tutto torto, e come me penso tutte quelle persone che si trovano a dover guidare "per lavoro" e non per svago durante il sabato e la domenica. September 23 Casalinghe disperate?In questi pigri giorni di fine settembre che ci accompagnano più o meno dolcemente nell'autunno - e tutto sommato quest'anno non ci possiamo troppo lamentare - mi capita spesso di lavorare per la mia società da casa. Presumibilmente quest'attività si protrarrà anche nelle uggiose giornate invernali, e poi nelle tiepide primaverili, nelle torride estive e via discorrendo, almeno fin quando il mio cliente principale sarà $noiproduciamoenergia (che ci chiede di lavorare da remoto) e fin quando non mi stuferò del virtuale eremitaggio che questa cosa comporta e deciderò di andare in ufficio. Non sono l'unico: diversi miei colleghi lavorano così, solo che per loro è una comodità ancora maggiore perché restano nella loro casetta in provincia, e non devono sciropparsi ogni mattina un'odissea fino a Milano o peggio fino a Linate e poi fino a Roma ((Che fra l'altro, di questi tempi non è nemmeno troppo sano, no?)). Insomma, facciamo vita casalinga! Oddio, proprio casalinghi non è che siamo: in effetti lavorare da casa non è proprio la stessa cosa che stare a casa: è solo che questa diventa il tuo ufficio, il tuo luogo di lavoro. Sembra uguale, ma non è proprio la stessa cosa. Non è che uno ha tempo sempre di... che ne so, pulire i pavimenti, stirare, oppure andare a fare la spesa: anche se non sei in ufficio, generalmente le cose da fare ce l'hai: non hai tempo di tirar fuori l'asse da stiro. Anzi, spesso non hai nemmeno il tempo per cucinare. Però certo dei vantaggi ci sono: per esempio se aspetti un pacco puoi pensarci tu invece di dover chiedere alla suocera, al portiere, al vicino di casa; lavori in relativa tranquillità, senza rompiscatole che fanno casino in open space; se hai un momento di pausa puoi montarti il nuovo secchio della spazzatura oppure addirittura guardarti una puntata di un telefilm a casa (a me ancora non è mai successo, ma sono fiducioso), per non parlare di dare una passata veloce di aspirapolvere. Lo so, i mariti fremono per questo tipo di attività, sono sicuro che mi invidieranno tutti. Oppure puoi farti una partitina a DnD, e anche se qualcuno vuole farti licenziare perché giochi al pc, non ne ha modo. ;) Lo svantaggio principale? E' che sei da solo... E sebbene telefono, messenger e quant'altro servano ad isolarti un po' di meno, a volte ti manca il fatto di farti una chiacchiera... Se abiti in un quartiere popoloso tipo il mio, puoi scendere al bar a fare la pausa caffè, e magari fai amicizia coi 42.000 vecchietti che stanno in piazza ((sulla fauna che gira la mattina nel mio quartiere ci dovrei fare un post, prima o poi)). Comunque c'è da dire che se abiti in una zona come quella in cui vivo io, anche se sei da solo in casa, non sei mai veramente solo: Tanto per cominciare c'è il rumore del traffico della fauna suddetta: macchine che passano, motorini che rombano, "DONNE!!! E' arrivato l'arrrrrotino!", vecchietti che litigano per una partita di tressette mentre la guardia giurata del supermercato esamina la prestazione di Taddei. Poi c'è sempre il figlio del vicino del piano di sopra che ti fa compagnia... con quel suo piffero che suona a tutte le ore del mattino! Eh, è un bimbo diligente, Carletto (non so come si chiama o chi sia, io lo chiamo così): si esercitava col flauto anche prima che iniziassero le scuole... Oppure c'è la signora del piano di sotto, che la mattina sbraita al telefono con le amiche, mentre il pomeriggio lo fa con la figlia che non impara mai o che non fa i compiti: a seconda che il giorno sia pari o dispari la litania cambia. E per finire c'è la vecchietta del palazzo di fronte, che è a una decina di metri scarsi. Verso le 10.00, 10.30 finisce le faccende, e se non è giorno di mercato si mette in finestra a guardare che succede. Solo che siccome affacciamo su un cortile interno, e si vede solo un pezzo di strada secondaria, la signora poverina non ha nulla da guardare... e allora o guarda il portiere che lava l'androne... oppure guarda te. Con tanti saluti alla privacy. Un giorno mi sa che m'affaccio e la invito a prendere un caffè. Come guadagnare 10 dollari in 3 minutiE’ facile: basta avere culo! Me ne stavo qui davanti al pc, in attesa che l’adorata moglie si svegliasse, e che cominciasse l’ormai consueto "turbine del pulito": stira!, lava!, spolvera!, rilava!, le piastrelle!, le mattonelle!, il bagno!, il balcone!, etc. etc. che solo chi è sposato può capire… insomma, me ne stavo qui, leggevo qualche notizia dai miei 3-4 blog pokeristici, e mi sono detto: ma perché no: studiare non mi va, facciamoci qualche puntatina al tavolo! Il texas hold’em è un gioco di poker di abilità: hai due carte coperte, e 5 carte usabili da tutti: vince chi fa il punto più alto. Non sembra, ma conta anche la matematica, il saper calcolare quando e quanto puntare… Mi siedo lì coi miei 2 dollari e mezzo e piazzo il buio: 2 centesimi. Prima mano, 10 e 4. Vedo il flop (le prime tre carte comuni), 10 8 2, punto 6c e un giocatore mi vede; il turn è un 9, provo a bluffare puntando 20c, ma quello non molla. Al river esce un asso, io faccio check, lui punta: 28 centesimi buttati per me. La mano successiva non la gioco nemmeno, perdo il piccolo buio (1 centesimo) con un 7 e un J. Sono passati in tutto 1 minuto, un minuto e mezzo. La mano successiva: K K, e dal bottone! Rilancio a 8c e mi vedono in 4, fra cui due che arriveranno fino in fondo che hanno A 10 e Q 10; al flop esce un 10… Alla fine della mano mi porto a casa un piatto di 7$, non male… E cosa c’è di meglio, dopo aver avuto in mano un K K? Ovvio: A A! Soprattutto quando un avversario si becca un A K… altri 3$ per me. Sono passati 4 minuti, la mia sessione di poker è già finita… The Facebook explosionVorrei dilungarmi, la recente esplosione di facebook su scala nazionale meriterebbe una approfondita analisi sociologica; solo che sto giocando a poker, sto vincendo l’astronomica cifra di 1$ e 30cent, il momento è topico e non posso distrarmi troppo. Quindi accennerò appena al fatto che fra le altre cose permette a mentecatti di tutti i tipi di spiare e rimanere aggrappati alla vita degli altri (forse perché la propria non è soddisfacente o vuota, chissà) pur permettendo a questi di ignorarli e vivere sereni. Non è il caso, dicevo, di soffermarsi su questo. Invece, si potrebbe e si dovrebbe dir molto sull’importanza del concetto di social network e su tutte le implicazioni che ha; ma questo lo lascio alla mia amica blogstar che non solo si intende di queste cose, ma ne scrive pure su un blog che adesso non mi viene in mente; a me invece va di sottolineare in particolare quello che mi sembra l’uso principale che,almeno gli italiani, fanno di facebook. Per prima cosa cercano gli amici e i colleghi che già hanno e frequentano nella vita di tutti i giorni. Non so quanto questo sia utile, visto che comunque già esistono mail, messenger a iosa, blog etc, e non mi pare che per questo facebook sia particolarmente innovativo. Al massimo è più "pratico", in particolare per condividere foto e pubblicare mini-blog, in pratica per emulare, in piccolo e in forma semi-privata, quello che twitter fa su scala più ampia. L’altra cosa per la quale mi sembra che facebook venga principalmente usato è ritrovare tutti quei vecchi compagni di scuola che per un motivo o per l’altro si erano persi per strada. O anche che non te ne fregava niente di frequentare e quindi appena uscito dalle medie/elementari/superiori hai rimosso dalla memoria. "Come cavolo si chiamava il secchione del primo banco che prendevamo sempre in giro???" "Ma la bionda del 4°D come faceva di cognome??" etc. etc. Io ho facebook da qualche anno: uno, due, una cosa del genere: me l’ero fatto quando in Italia ancora era praticamente sconosciuto, perché ne avevano parlato in un articolo e volevo verificare non so più cosa. Allora di italiani ce n’erano pochissimi, e non avevo mai cercato nessuno, né usato facebook. Solo da qualche settimana, la mia mail è stata tempestata di notifiche di gente che chiedeva di essere mia amica. Prima gli amici che vedo tutti i giorni (e che magari mi vogliono come vassallo a Knighthood, ’sti drogatacci), poi magari qualcuno che ho trovato io, poi gli amici degli amici che sono anche miei amici… poi qualche collega… insomma, il gruppo si è allargato sempre di più. Ma la cosa notevole, la cosa che mi ha fatto più piacere è stato ricevere fra le richieste quelle di diversi miei compagni di liceo… Io al liceo non ero certo una star; si, nella classe ero uno di quelli bravi, però non ero certo il più figo, il più simpatico o il più qualsiasi cosa… Ero abbastanza anonimo, come adesso. E vedere che tutta ’sta gente si ricorda di me al punto da cercarmi su facebook… boh, non lo so, mi fa piacere. Certo quando cominceranno a cercarmi i giocatori che ho espulso in quasi 15 anni di arbitraggio (fra basket e calcio) comincerò a preoccuparmi un pochino invece… July 30 Tutto è relativoBlogghiamo. Finalmente trovo un po' di tempo per scrivere un pensiero che avevo qualche giorno fa: sono ormai pesantemente immerso nel lavoro che in questo fine luglio è particolarmente pesante... o forse sono io che me lo immagino così dato che ci devo sommare le "nuove" fatiche di mantenere una casa in due?? Mah, comunque sia, si era intorno al 20 luglio, e in tv cominciavo a vedere le pubblicità di zaini, cartelle e astucci, che da che mondo e mondo indicano che l'estate è agli sgoccioli. Ma il 20 luglio!?!? Questo fatto mi ha spinto a pensare a come siano diverse le percezioni a seconda del punto di vista e, in questo caso, delle proprie attività. Quando andavo al liceo l'estate per me iniziava verso fine maggio, quando mi facevo le ultime interrogazioni andando volontario e poi praticamente chiudevo bottega: dato che gli ultimi giorni le interrogazioni sono praticamente obbligate, farsi interrogare a metà/fine maggio ti metteva al riparo da nuove chiamate fino alla fine della scuola, specialmente se andavi bene (e fortunatamente al liceo non avevo problemi di voti); perciò da fine maggio in poi a scuola ci andavo e non ci andavo, e passavo le giornate a giocare a calcetto, andare in piscina, leggere (soprattutto) e giocare al pc. Che bei tempi; in pratica l'estate per me cominciava a fine maggio e finiva a metà settembre quando ricominciavano le scuole. All'università "era sempre estate", e non lo era mai: facevi un po' quello che ti pareva, quindi non c'era una vera e propria data di inizio e di fine: dipendeva un po' da quando cominciava a fare caldo e un po' da come eri messo con gli esami. Facendo comunque massimo 4 esami a sessione (il che comunque a me non succedeva quasi mai, ere Vecchio Ordinamento, mica come ora!) e studiando per quelli, rimaneva abbastanza tempo per le attività tipicamente estive: era solo un problema di organizzazione. Adesso invece è diverso. Adesso l'estate dura 2 settimane: quelle che ti prendi di ferie ad agosto. E succede che, se capita che vai in viaggio di nozze e le ferie le prendi a inizio luglio, torni a metà luglio che ti sembra già settembre e l'estate è già finita. July 17 Siamo tornati!!!Ciao a tutti... Scrivo dal letto dove sono con la febbre a 38 e mezzo, dopo essere faticosamente riuscito a recuperare batteria e cavo del portatile... Non ho molto tempo perché oltre a svuotare la valigia e fare un po' di lavatrici devo risistemare la casa "addobbata" dagli amici. ;) Io e Fra volevamo ringraziare gli amici per le belle foto che abbiamo trovato, per i confetti che spuntano da tutte le parti, per tutto... e dirvi che siete degli amici eccezionali! E per la cronaca, la trappola nella doccia è stata disinnescata. :P A presto! July 01 4 horas para llegar a nuestro destino...Ciao a tutti gli amici!!! Scrivo questo post, mi sembra per la prima volta in assoluto, da casa "mia mia", e per la prima volta in compagnia di mia moglie. Siamo a pochissime ore dalla partenza per il viaggio di nozze. Ore frenetiche, perché sistemare casa e preparare i bagagli non è stato facile. Ma ci tenevamo a ringraziare veramente tutti i presenti al matrimonio, con la speranza che sia andato tutto bene e che vi siate divertiti. Vorremmo ringraziare anche chi non era lì fisicamente ma c'è stato col pensiero, un ringraziamento speciale anche e soprattutto a qualcuno che non è venuto... per non essere venuto! ...e insomma, grazie a tutti, veramente tutti! A breve partiremo, saremo lontani da voi fisicamente ma vicini col pensiero. Speriamo di divertirci e che qui vi divertiate anche voi. Fate i bravi, e... ragazzi, mi raccomando: LE CASSE!!!! June 27 Ciak. Si giraOrmai mancano poche ore al momento fatidico. Mi sposo. Anzi, domani a quest'ora sarò già sposato. La mia sposa si sta aggirando per casa, con i suoi parenti, tutta contenta con le sue cose da fare. Io interpreto la parte del tipico uomo italiano: vago senza meta per casa, sudo e puzzo come un cavallo - non è colpa mia se qui dentro ci sono 40 gradi all'ombra: sono le quattro del pomeriggio e ho già fatto due docce. Fra qualche minuto uscirò per andare a prendere un po' di nebbiolina, una pianta che come tutti sicuramente sapranno (!) serve a guarnire le composizioni floreali, e che sembra imperare nella parte floristica di questo matrimonio, dopodiché sarò assolutamente pronto e libero di far montare l'hype, l'eccitazione, di far salire adrenalina e senso di aspettativa. Preoccupato? No. Del matrimonio no: non ho un solo dubbio sullo sposare Francesca. Penso che sia una bella conquista, ed una cosa che se non hai un minimo di maturità, oltre che di fortuna, non riesci a ottenere. Certo ci vuole anche fortuna, perché trovare il compagno giusto non è molto più che caso, ma un rapporto che possa portare ad un matrimonio te lo devi anche costruire, coltivare, curare; devi essere in grado di comprendere l'altro, di andare incontro alle sue esigenze quando e giusto, e non cedere quando non è il momento. Devi amarlo, ma devi farti amare. Devi costruire con lui/lei il futuro sulla base di una pianificazione che non sia solo egoistica, solo "voglio". Noi ci siamo arrivati, e domani... domani si va in scena. In questo grande set che sarà la nostra chiesa, e poi il ristorante... Mi sentirò come l'attore protagonista di un film il cui regista sarà di volta in volta il prete, e poi il maitre, e poi il fotografo, e a volte le mamme o la sposa. Io che per il ruolo da protagonista, poi, non ci sono tagliato, e non credo lo sarò mai. Eppure domani sarò il protagonista con piacere: non per me, ma perché ci tiene... be', ci tiene mia moglie! Fa uno strano effetto dirlo, fa uno strano effetto pensare a quello che sarà d'ora in poi la mia vita; fa uno strano effetto pensare che da domani, la norma sarà essere in due a cena, anziché 5+1. Fa strano pensare che non mi sveglierò più con un muso di gatto a tre millimetri dal naso. Mi abituerò, suppongo. Per una volta penso che non sia giusto affidare ad un blog quello che penso; ho già detto anche troppo, e ancora e di più e meglio non sarei in grado di dire, di spiegare ciò che ho dentro. Domani esce il mio film. Non so sarà un blockbuster, o magari un flop. So che probabilmente non vincerò l'Oscar (a meno che non ne esista uno per il protagonista più impacciato), ma non importa. Non so cosa succederà domani a S. Vitale, ma so che domani a quest'ora sarò molto, molto felice. June 16 Lista della spesa
Riempire nel tempo di una pausa pranzo casa tua più di quanto sia in grado di farlo tua moglie in un giorno, e gustarsi poi la sua faccia quando al ritorno scopre che l'hai fatto davvero: non ha prezzo! PS: E non metto le decinaia e decinaia di robe inutili e fighissime che per ora ho resistito a comprare... magari in un prossimo post nel pigro luglio mentre tutti saranno in vacanza... PPS: No, se sono sparito non è perché ho avuto improvvisamente da fare: il lavoro c'era prima e c'è ora, pure troppo; ma per fortuna il mio lavoro non consiste... che ne so, nel fare fotocopie o rispondere al telefono, ma nell'installare sistemi, e quindi spesso posso scrivere pezzi per il blog mentre il computer lavora. No, è solo che in parte sono stato poco ispirato, in parte alcuni pezzi che ho scritto non ho avuto poi voglia di pubblicarli, e sono quindi finiti direttamente in /dev/null (trad. per chi non parla Unix: nell'oblio). May 20 Paris Hilton aveva ragione!Disclaimer: post ad alto contenuto di ingegnerosità. Chi ha visto il film "21" al cinema probabilmente conosce la risposta al quesito, anche se forse non sa che va sotto il nome di problema di Monty Hall; ma ne ha capito anche la spiegazione probabilistica che c'è alla base? Io no, e per questo mi sono un po' documentato in giro. Il problema è questo: siete ad un quiz televisivo, e dovete scegliere il vostro premio che è nascosto dietro ad una fra tre porte: una porta nasconde una bella macchina che voi sperate di vincere, mentre le altre due porte nascondono una capra. Dopo che avete fatto la vostra scelta il presentatore, che sa cosa c'è dietro a ciascuna porta, apre una delle due porte e vi mostra che c'è dietro una capra. Dopodiché vi offre la possibilità di scambiare la porta che avete scelto con l'altra che è ancora chiusa. La domanda è: vi conviene cambiare la vostra scelta, oppure no? Per tutti quelli che non hanno visto il film, sarei tentato di lasciare il quiz in sospeso, ma siccome mentre gira l'installazione non ho niente da fare, sarò buono. Se ci pensate, verrebbe da dire che non è conveniente: è lo stesso: è vero che adesso abbiamo solo due porte tra cui scegliere invece che tre, ma poiché non sappiamo nulla sulle due porte che ci rimangono, abbiamo ora il 50% di possibilità, scegliendo una porta, di prendere la porta giusta, e il 50% di prendere quella sbagliata. Quindi tenerci la porta che avevamo scelto o cambiarla non dovrebbe fare alcuna differenza. Giusto??? Sbagliato! Se il presentatore ci offre di cambiare ci conviene eccome: raddoppia le nostre possibilità di vittoria!!! Come è possibile? L'errore si basa sulla convinzione errata che in questo caso sia possibile ignorare il passato, in questo caso il fatto che il presentatore ha aperto una porta contenente una capra. La spiegazione può essere data in due modi: uno, il più rigoroso, si basa sul calcolo delle probabilità condizionate e sul teorema di Bayes; l'altro è una spiegazione che tutti noi umani possiamo capire. Eccole qui di seguito.
In sostanza, quindi, aveva ragione Paris Hilton, che avendo un QI altissimo l'ha capito subito: "è melio cambiare, no???" |
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